Il testo Questo nostro tempo incapace di limiti, di Suor Beatrice Immediata, propone una riflessione attenta sul benessere contemporaneo, messo a confronto con le difficoltà delle generazioni passate. L’autrice invita a recuperare il senso della misura, della responsabilità e della solidarietà, sottolineando l’importanza dei limiti come valore educativo e umano, soprattutto in una società dominata dal consumo e dall’eccesso.
Nel nostro tempo siamo affrancati da tante necessità che angustiavano i nostri padri di altre
generazioni non tanto lontane, costretti a una vita spartana, a incertezze del domani, e questo per
la maggioranza della popolazione di allora. Si viveva un dislivello socio economico spaventoso.
Cosa che sfociò nel fenomeno delle emigrazioni in massa di famiglie in miseria vero Paesi
d’Oltremare, specialmente verso l’America. Tempi dimenticati che però appartengono alla nostra
storia. Oggi è indubbio che c’è un benessere sconosciuto alle passate generazioni, anche per le
famiglie meno abbienti. Basta osservare le auto che intasano i parcheggi. A parte il numero
esorbitante di auto, ma sono modelli particolari e di una certa cilindrata. Infatti non si vedono più
modeste utilitarie se non di rado. Inoltre, il tenore di vita delle nostre famiglie è cambiato di
molto. Sono nate esigenze sconosciute fino a pochi decenni fa. E lo stipendio non basta più. Non ci
addentriamo in analisi socio-economiche: non ne abbiamo competenza sufficiente; peraltro è
compito di agenzie specializzate deputate allo scopo. Ma una breve riflessione è bene farla.
Col benessere, dicevamo, sono nate nuove esigenze non sempre utili a un modello di vita
decoroso sì, ma non debordante in sprechi e lussi esagerati. La pubblicità dei media poi, fomenta
in modo parossistico tali esigenze pro mercato, e nascono nuovi inutili e spesso dannosi bisogni nel
pubblico. Sarebbe buona cosa imporsi dei limiti. Abituarsi a fare delle scelte oculate e abituare i
nostri figli a uno stile di vita decoroso sempre, ma capace di imporsi anche delle rinunce talvolta
necessarie. Oggi pare che non si rinunci più a niente. Invece qualche limite favorirebbe anche la
formazione di una personalità responsabile, specialmente nella adolescenza dei nostri ragazzi.
Naturalmente sarebbe necessaria la testimonianza degli adulti. I ragazzi ci guardano.
In verità bisogna anche ammettere che ci sono molte persone che riescono a non eccedere in
interessi futili e conseguenti spese. Sanno imporsi anche dei limiti, senza costrizioni e con serenità,
convinti della bontà di una scelta. E poi c’è da considerare che attorno a noi, e i media ci
informano anche di realtà lontane, ci sono persone che i limiti li vivono nel quotidiano, non per
scelta ma per necessità. Pensiamo anche a loro quando facciamo una spesa per noi.
Charlie Chaplin (attore comico, regista britannico, autore di oltre novanta film e tra i più
influenti cineasti del XX secolo, due Oscar alla carriera), nella sua famosa “Lettera a Geraldine” del
1965, scriveva da Londra alla figlia, ormai stella della danza nel Teatro degli Champes Elisèe a
Parigi:
«Vorrei che tu non conoscessi mai la povertà. Insieme a questa lettera, ti inverò un libretto
degli assegni. Ma ogni volta che spendi due franchi, ricorda a te stessa che la terza moneta non è
per te. Deve appartenere allo sconosciuto che ne ha bisogno. Non avrai difficoltà a trovarlo.
Bisogna solo avere il desiderio di vedere questi poveri sconosciuti e ne incontrerai ovunque. Parlo
con te di denaro, avendo conosciuto il suo diabolico potere. E se mai giungerà il giorno in cui ti
sentirai superiore al tuo pubblico, lascia subito il palcoscenico. Prendi il primo taxi e fatti portare
alla periferia di Parigi. Io la conosco bene! Ogni tanto prendi la metro o l’autobus, fatti un giro a
piedi e osserva la città. Presta attenzione alle persone! Guarda i poveri, e ripeti a te stessa: “Io sono
come loro”. Sì, sei una di loro, bambina mia! Sono persone come te, anche se sono poveri».
Questi sono i saggi consigli di un padre e di un artista in una lettera alla figlia lontana.
Quest’uomo aveva conosciuto la fame e la povertà e ora, diventato ricchissimo e al culmine del
successo, non dimentica i poveri, i meno fortunati della vita. È lo spirito del Vangelo che sente il
bisogno di trasmettere anche alla figlia.
Suor Beatrice Immediata
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