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Un racconto delicato e suggestivo, dove mito, natura e sentimento si intrecciano per raccontare un amore capace di andare oltre il tempo e la separazione. Suor Beatrice Immediata trasforma una storia reale in una pagina poetica, affidando alle acque del Clitunno e alle stelle il ricordo di un amore eterno.

Tirsa. Si chiamava così ed era una Ninfa dei boschi e delle sorgenti. Creatura bellissima, di una grazia dolce e gentile; viveva nel folto delle selve umbre. Era felice e credeva di esserlo per sempre. Un giorno Clitunno, il suo amato, partì per il Monte degli Dei senza ritorno; lei ne soffrì moltissimo. Quella sera, era di maggio, un gabbiano insisteva il suo canto malinconico tra i pini e il roseto in fiore, come un messaggero. Forse era l’ultimo saluto per lei. Si affacciò troppo tardi: il gabbiano aveva preso il volo verso Oriente.

Un giorno, più triste del solito, volle recarsi alle Fonti del Clitunno, le sorgenti del fiume sacro di cui l’amato portava il nome. Spesso vi tornava per rivivere nella memoria tempi felici. Qui le acque sorgive, cantate da Poeti immortali, sussurrano melodie da rocce profonde, e rimandano immagini di cipressi, pioppi e salici fluenti dai bordi del lago dove nuotano i cigni.

Gli occhi socchiusi su quell’Eden

di sorgiva bellezza a ricordare

il volto amato, sussurrò piano

soffocando un singhiozzo:

«Dovunque tu sia, ricordami».

Un cigno candido e maestoso

scivolò regale sulle acque;

gli uccelli pigolavano nei nidi,

stormivano le fronde nella brezza

della sera. Tutto era magico.

Udì una voce; così le parve.

Trattenne il respiro; quella voce

diceva dolcemente: «Non credere

che io ti abbia dimenticata».

Guardò in alto, chinò la testa e

congiunse le mani come in preghiera:

«Lo so, Amore. Anche tu sei in me».

La notte sul Clitunno sfolgorava di stelle. Queste tennero consiglio e, pietose tracciarono una strada che univa la terra al cielo. Sono passati millenni da allora, ma esiste ancora. Ogni notte è possibile vederla: attraversa l’etere immenso con i suoi ammassi stellari a ricordo di un grande amore.

(Idea nata da una vera storia d’amore, ma

trasfigurata e ambientata nei millenni del mito).

Beatrice Immediata