Il 23 novembre dell’80 la scossa fu terribile, lunga, preceduta da un boato sordo, pauroso. Le case vennero giù come quando, da ragazzini, con una manata mio fratello faceva crollare le mie costruzioni di carte… il primo piano con i segni...
Scivolò per un momento, un solo momento fuori dal buio: sentì qualcosa, una voce irata che ripeteva un suono, una parola forse. Viveva da 23 anni in Italia, ma gli venne da collegare quel termine alla sua lingua d’origine, l’arabo; ne cercò per un momento...
Ti ho vista sorridere per la prima volta, al quarto mese della nostra esistenza. Ho capito subito che il tuo equilibrio, avrebbe occupato la parte piena del bicchiere. Me lo hai fatto capire perfino a letto, quando dormivo sul fianco destro e tu, volevi che mi...
Per decenni, come mamma e come prof., ho rifiutato di colpevolizzare a priori i genitori per le cavolate dei figli; mi disturbava persino che nel giudicare si sottolineasse la provenienza familiare, e tacevo di fronte all’evidenza di certi nuclei...
Non avevo ancora trovato me stessa quando ho perso anche te. Era accaduto così, come quando di notte si accendono le stelle. Rivedo il tuo sorriso, quella minuscola virgola nascosta nella folta barba, accentuarsi ogni volta che cercavo di...
Domenica 27, alle 18 sono arrivata all’Hotel Palace per presentare, con altri tredici “otiosi”, Nazim Hikmet. Scendo dalla macchina e mia figlia inorrodisce: calzavo le ciabattine da casa. Non che indossassi l’abito dorato con lo...
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